Nei Colori del Giorno, di Peter Handke.
5 Giugno, 2007
Recensione:
Peter Handke nel libro “Nei colori del giorno” presenta una vicenda autobiografica presa in considerazione ad un livello quasi filosofico, per certi passaggi, tanto che, ad una prima lettura, risulta essere di difficile comprensione.
Più nello specifico Handke, nel libro, compie un viaggio, un passaggio, a più livelli:fisico, filosofico e temporale.
Attraverso la sua esperienza di vita Handke sviluppa tutta una serie di riflessioni, grazie anche a numerose citazioni e ad una particolare affinità per i colori (quest’affinità sarà uno dei lite motiv di tutta l’opera), portandolo ad appassionarsi man mano alla pittura e, più nello specifico, al pittore Paul Cézanne ed al suo soggetto più celebre: la montagna di Sainte Victoire.
Sainte Victoire ed il colore, questi sono le due tematiche principalmente sviluppate nel libro e anzi ad una più attenta analisi ci si renderà conto che, forse inconsciamente anche se il titolo lo dichiara a chiare lettere, il pittore usa la montagna solo come un pretesto e che in fondo è il colore il vero soggetto.
Da un certo punto di vista questo modo di sviluppare la narrazione è comparabile al modo con cui dipingeva Cézanne, specie nell’ultimo periodo e, specie, ritraendo il Sainte Victoire.
“Nei colori del giorno” è stata un’opera senza dubbio complessa; nonostante le sole 83 pagine Handke dimostra uno sforzo mentale nel cercare un’espressione letteraria che si avvicini alla pittura e a quel tipo di pittura specifica.
Cézanne comportò una modifica della concezione dell’arte iniziando il cammino che portò ad un generale allontanamento da un’arte che si dichiarava presuntuosamente oggettiva, evitando una rappresentazione naturalistica e generando quello che poi, anche negli anni in cui Handke scrive, continuerà a modificare l’aspetto dell’arte in genere.